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Colesterolo alto: cosa fare e qual’è la dieta adatta

Colesterolo alto

C’è poca e comune consapevolezza del rischio personale dovuto all’ipercolesterolemia, ed è per questo che spesso si aspetta troppo ad intervenire.

Quando si parla di colesterolo sembra che sia un problema che riguarda solamente gli altri.

Questo è ciò che pensa la maggior parte delle persone intervistate recentemente da Iqvia, società specializzata nell’uso di analytics.

Seppure il 60% ha fatto un controllo dei livelli di colesterolo, sono pochi coloro che sanno capire la differenza tra colesterolo Ldl e Hdl, e quali sono i valori da considerare entro la norma.

Bisogna infatti ricordare che il colesterolo alto è il terzo fattore di rischio cardiovascolare dopo l’ipertensione e la glicemia elevata, oltre che uno dei principali accusati di essere responsabile di infarti e ictus.

Il colesterolo alto è un fattore di rischio cardiovascolare, principale accusato di essere responsabile di infarti e ictus

Ma ciò che sconcerta, appunto, è la scarsa consapevolezza del rischio per se stessi che si corre con una ipercolesterolemia.

«Non mi sorprende, la consapevolezza reale è ancora poca», commenta Alberico Catapano, docente di farmacologia del dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università di Milano.

Controllare il colesterolo

«Ognuno dovrebbe invece conoscere il proprio colesterolo e il proprio obiettivo, iniziando a farlo presto: ridurre di appena 20 mg/dl il colesterolo ma mantenere questo risultato per tutta la vita taglia del 40 per cento il rischio cardiovascolare, un effetto non sempre ottenibile coi farmaci. Controllare il colesterolo quando si supera la pubertà, ripetere i test regolarmente e mantenerlo sempre nei limiti è il modo migliore per non dover poi ricorrere alle terapie».

Colesterolo alto

È bene ricordare a questo punto quali sono i valori soglia da tenere a mente: si parla di ipercolesterolemia quando i valori di colesterolo nel sangue superano i livelli di 240mg/dl.

Il colesterolo è un grasso prodotto in gran parte dal fegato ed in minima parte introdotto con gli alimenti, ed assolve a numerose ed importanti funzioni.

Colesterolo come si forma

Il colesterolo viene trasportato nel sangue tramite delle lipoproteine.

Quando il colesterolo è legato alle lipoproteine a bassa densità parliamo di Ldl, definito “cattivo”, ed è quello che depositandosi sulle pareti dei vasi (aterosclerosi), può provocare un loro restringimento e quindi essere causa di ictus e di infarti cerebrali.

Quando il colesterolo, invece, è legato alle lipoproteine ad alto livello parliamo di Hdl, conosciuto come colesterolo “buono”.

È definito “buono” perché è una sorta di spazzino delle arterie, in quanto rimuove il colesterolo dalle pareti dei vasi per trasportarlo al fegato. Bisogna ricordare come vi è anche una familiarità legato al colesterolo Ldl, in quanto ereditario.

Coloro che ne sono affetti spesso hanno un infarto sin da giovani, perché l’ipercolesterolemia giovanile è sottodiagnosticata e ancora meno curata.

Quali sono i segnali a cui bisogna dare importanza in questi casi?

Avere in famiglia qualcuno che abbia avuto un infarto in età giovanile, alti livelli di colesterolo “cattivo”, accumuli di colesterolo visibili, o xantomi, e presenza di “granulosità” su gomiti, dita e dorso delle mani.

Ipercolesterolemia: cosa fare

Le raccomandazioni sono quelle note: non fumare, svolgere un’attività fisica regolare ( almeno 6-10mila passi al giorno) e soprattutto rispettare una dieta equilibrata.

Difatti, dichiara Catapano «L’errore principale è esagerare con le calorie rispetto al fabbisogno energetico: è questo, insieme all’eccesso di grassi saturi, a facilitare la sintesi del colesterolo.

Gran parte del colesterolo in circolo è infatti prodotto dal fegato, la quota dal cibo è minima, circa 400 milligrammi sui 2,5 grammi di colesterolo che ogni giorno viene gestito dal nostro organismo.

Non bisogna quindi demonizzare i cibi che ne sono ricchi, come l’uovo, ma occorre piuttosto contenere le calorie, ridurre i grassi saturi ed eliminare i grassi trans, i più dannosi».

La Dieta adatta

La dieta mediterranea come sempre è la più indicata: Verdura, cereali, legumi che sono ricchi di fibre e di steroli vegetali, aiutano a mantenere i giusti livelli di colesterolo.

La dieta mediterranea adatta al colesterolo

Si all’assunzione di pesce, in particolar modo al pesce azzurro ( alici, sardine).

Si a pane e pasta integrali, in quanto più ricchi di fibre, che aiutano l’eliminazione del colesterolo.

Si agli oli di origine vegetali ricchi di grassi insaturi, come l’olio di oliva.

Limitare il consumo di carne grassa, di burro, lardo, strutto, insaccati, formaggi stagionati, oli vegetali saturi, le frattaglie e le bevande alcoliche.

Evitare, inoltre, quanto più possibile le fritture.

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