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Benessere Prevenzione

Anche l’alimentazione conta per proteggersi dall’ipertrofia prostatica?

Fonte : Corriere della Sera Salute –

di Francesco Montorsi

La dieta dovrebbe essere rica di antiossidanti, i polifenoli e di vitamina C che riducono la componente infiammatoria, una delle cause dei fastidiosi sintomi della malattia

Mi hanno detto che anche la dieta può giocare un ruolo importante nella prevenzione dell’ipertrofia prostatica. Un problema che tutti, o quasi, gli uomini della mia famiglia si sono trovati a combattere con il passare degli anni e con il quale hanno convissuto non proprio serenamente. Mi sembra un po’ strano che una dieta possa fare qualche differenza per un problema così specifico. Ma se in questa storia della dieta c’è qualcosa di vero, lei come mi consiglierebbe di regolarmi? Oltre a sapere che cosa sarebbe eventualmente meglio mettere in tavola, mi piacerebbe anche sapere perché certi cibi potrebbero giovarmi e altri farmi male.

Risponde Francesco Montorsi, direttore Unità di Urologia IRCCS Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele, Milano.

Una premessa, innanzitutto. La relazione tra dieta e malattie è un argomento di grande interesse, sia per i pazienti sia per i medici curanti. Ci troviamo infatti spesso a discutere di alimentazione con i pazienti che, come lei, chiedono, rispetto alla loro specifica condizione clinica, cosa è meglio mangiare o evitare. Venendo al suo caso, negli ultimi dieci anni sono emerse varie evidenze scientifiche a supporto dell’ipotesi di un nesso tra ipertrofia prostatica benigna e alimentazione.

E di recente la rivista ufficiale della Mayo Clinic, uno dei principali centri di cura per patologie urologiche nel mondo, ha pubblicato un articolo sul tema che fornisce anche alcuni pratici consigli per gli uomini che soffrono di tale condizione.

Patologia diffusa

L’ipertrofia prostatica benigna è una patologia che interessa circa la metà degli uomini sopra i 60 anni.

Si tratta di un ingrossamento della parte centrale della ghiandola prostatica che causa un ostacolo al deflusso dell’urina al momento della minzione.

I sintomi più frequenti sono.

La difficoltà a urinare. Un getto ridotto. La minzione prolungata. La sensazione svuotamento incompleto della vescica e il bisogno di urinare frequentemente durante il giorno.

A cui si associa la necessità di doversi alzare dal letto più volte durante la notte per andare in bagno.

Meno grassi, più frutta e verdura

Per chi soffre di questa patologia, è consigliabile, come riassunto dai colleghi della Mayo Clinic, seguire una dieta a basso contenuto di grassi che comprenda quattro portate di frutta e di verdura al giorno.

Più nel dettaglio, i dati scientifici mostrano che gli antiossidanti, i polifenoli e la vitamina C presenti nella frutta e nella verdura sono utili nel ridurre la componente infiammatoria che spesso si accompagna all’ipertrofia prostatica e che è concausa dei sintomi minzionali.

Dati clinici mostrano anche che il licopene, presente nei pomodori, può ridurre il rischio di progressione di questa patologia e migliorare la sintomatologia del paziente.

L’aumentato rischio di sviluppare sintomi legati a ipertrofia prostatica si associa invece a un largo consumo di cibi ricchi in carboidrati complessi (come la pasta, il pane e il riso).

Non è invece del tutto chiarito l’impatto dei cibi proteici sulla salute prostatica, benché vi siano dati a supporto dell’effetto negativo del consumo eccessivo di carni rosse e dell’effetto benefico del consumo di pesce, in quanto fonte di grassi polinsaturi.

Due litri di acqua al giorno

Anche la corretta assunzione di liquidi è importante: le principali società urologiche internazionali sono concordi nel suggerire un apporto di 1,5-2 litri di acqua al giorno (riducendo però l’assunzione di liquidi in concomitanza di condizioni scomode per il paziente, come lunghi viaggi o prima di andare a letto). I pazienti con ipertrofia devono poi evitare alcol e caffè deleteri per una regolare funzione urinaria. Oggi sappiamo che alimentazione corretta e in generale uno stile di vita sano sono un grande aiuto per i pazienti con ipertrofia prostatica e per tutta la popolazione in termini di prevenzione di malattie come obesità, diabete e malattie cardiovascolari. Ad oggi, è tuttavia necessario approfondire con nuovi studi scientifici il ruolo della dieta non solo nella cura, ma anche nella prevenzione delle malattie urologiche.

Nuove ricerche

All’ Ospedale San Raffaele, il nostro istituto di ricerca scientifica urologica (URI), ha recentemente dato il via ad un nuovo progetto di ricerca (RE.ME.DIET) che si pone l’obiettivo di dimostrare come la dieta mediterranea possa interagire con i nostri geni e contribuire a prevenire l’insorgenza di malattie del rene correlate all’obesità, al diabete e all’ipertensione arteriosa, aprendo potenzialmente nuovi orizzonti sul ruolo terapeutico della dieta quotidiana.

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