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STING My Songs

Sting my songs album

Alla boa dei 67 anni, con una carriera unica ed irripetibile alle spalle, il buon Gordon Matthew Sumner, meglio conosciuto come Sting, ci presenta una raccolta di sue canzoni dal titolo “My songs”.

E non si tratta di una semplice riproposizione ma di qualcosa di diverso. Anche da definire.

Cominciamo…dalla fine, dal risultato complessivo: ottimo, e non c’era da dubitarne. E il quid  che aggiunge quel qualcosa difficile da definire è  il calibro dell’artista in questione.

“My songs” è composto da 19 brani, di cui 14 in nuove versioni in studio e 5 dal vivo, con “Fragile” presente due volte in scaletta. 10 brani vengono dal repertorio dei mitici Police, 9 da quello del non meno mitico Sting in versione solista.

“Fragile” Live in Budapest

E non sono molti quelli, come il bassista di Wallsend (a pochi chilometri da Newcastle, nel Regno Unito), che hanno aggiunto capolavori anche alla loro carriera solista.

La “differenza” di “My songs” la fa quindi Sting stesso. E sembra che a lui stia particolarmente a cuore, anche in questo particolare frangente storico, di essere ancora e sempre un musicista della contemporaneità.

Ecco il perchè di riproporre canzoni storiche ampiamente disponibili nelle loro versioni originali ma in queste nuove edizioni. In apparenza molto simili agli originali. Ma in realtà ricostruite e ristrutturate in una cornice nuova. Che pur ripercorrendo una memoria sonora, pretende, e ci riesce in pieno, di prescindere dal contesto in cui sono nate.

Ecco perché si diceva di partire dalla  fine, dal risultato complessivo. Perché i capolavori di Sting restano tali e alla fine conquistano e affascinano anche in queste versioni.

A cominciare dal basso, che risalta in mostruosa evidenza, e dalla qualità sonora delle registrazioni.

Si va da “Englishman in New York” a “Roxanne” passando per “Every Breath You Take” a “Shape of My Heart”. Ed è difficile scegliere. Perché ci si accorge facilmente che “My songs” mette in fila una serie di canzoni straordinarie entrate nella storia del rock.

Sting – Roxanne (Live audio)

E molte di queste saranno in futuro definite “nella versione originale” o nella “My Songs Version”.

Se con i Police, Sting era riuscito ad ammorbidire le asprezze del punk con un inedito rock contaminato dal reggae. Con la sua carriera solista è  riuscito a dare la stura anche a consistenti aperture al jazz e alla sperimentazione.

Senza dimenticare gli arrangiamenti acustici tipo “…All This Time” (live acustico del 2001) o le versioni con la Royal Philharmonic Orchestra di “Symphonicities” del 2010.

Ma, al fondo, è innegabile che ci troviamo di fronte ad un artista di immenso talento che è sempre riuscito ad essere se stesso. Perseguendo la sua personale visione artistica anche in ambiti apparentemente diversi.

Adesso può dire di averlo fatto anche presentando i suoi brani in epoche molto diverse senza che questo sminuisca o faccia apparire minimamente datate le sue composizioni.

Sting ha dimostrato di essere impareggiabile come  autore, come musicista e come vocalist e che può infischiarsene anche delle immarcescibili leggi del marketing che bloccano la discografia di tanti artisti anche di valore.

Sting  è già pronto per una tournée mondiale con band sia elettrica che rock, che toccherà ovviamente anche l’Italia.

Il 29 luglio al Lucca Summer Festival e il 30 a Padova.

Buon ascolto.

Alfonso Losanno

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