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DANIELE SILVESTRI La terra sotto i piedi

Daniele Silvestri "La terra sotto i piedi"

“Ti è venuto in mente che,a forza di gridare / Hai più di cinquant’anni? / Dovresti riposare / E invece, ancora col megafono / Ma che malinconia / Meglio puntare all’anima”

(Daniele Silvestri – Complimenti ignoranti)

Daniele Silvestri – Complimenti ignoranti

Daniele Silvestri torna con “La terra sotto i piedi” e con un disco complesso, eclettico e maturo si riprende il centro della scena.

Almeno di quella di una manciata di artisti che non resta inerte e attonita di fronte alla realtà che ci circonda.

A ricordare che a poco più di cinquant’anni c’è chi tiene fede alle regole artistiche e di vita alle quali si è ispirato.

Regole che per quanto non scritte ed elastiche hanno portato il cantautore romano al nono disco in 25 anni di carriera.

La terra sotto i piedi” è un album vario e complesso, non certamente etichettabile (anche rispetto alla produzione di Silvestri stesso), che a ogni brano rinnova le sue promesse di maturità e speranza di cambiamento.

Strettamente collegato al suo percorso artistico non riprende i temi di “Acrobati” di tre anni fa ma rilancia alla grande rispetto al bellissimo ”Il padrone della festa” del 2014.

E proprio rispetto a quel magnifico lavoro a tre con Niccolò Fabi e Max Gazzè. Non è certamente un caso che Silvestri non si tiri mai indietro quando si tratta di confermarsi con la sua identità e la scrittura precisa e riconoscibile in produzioni che abbinando l’importanza delle parole e la libertà compositiva mantengono comunque sempre una naturale attitudine a sperimentare.

I 14 brani di “La terra sotto i piedi” nascono da una lunga gestazione, che ha conosciuto lunghe pause di riflessione e fasi di recupero creativo e dove persino la partecipazione all’ultimo Sanremo (in “Complimenti ignoranti” c’è un verso sibillino che canta “ … ma se non vuoi tirarmi scemo non andare più a Sanremo) non è servita a precisarne completamente fini ed obiettivi.

Fino a pochissimo tempo prima della presentazione ufficiale persino il titolo non era ancora definito ma alla fine “La terra sotto i piedi” è nato ed è a disposizione di quanti vogliono ascoltare canzoni e musica di un artista in continua evoluzione.

Il disco racconta storie diverse.

Dalla speranza per il cambiamento di “Qualcosa cambia”, alle difficoltà da affrontare in “Concime”.

Dall’analisi critica e impietosa dei social network in “Complimenti ignoranti” al confronto generazionale di “Argentovivo”(con Manuel Agnelli e Rancore).

Senza dimenticare le riflessioni sull’amore in forma di ballate. Perché alla fine è sempre sull’amore che ci giochiamo tutto. E come nel caso di “Prima che” e “Rame” anche le canzoni d’amore possono,a modo loro, essere “politiche” se intelligentemente contestualizzate.

Daniele SIlvestri – Qualcosa cambia

Il disco dura più di un’ora ma il tempo fugge via che è un piacere tanto che Silvestri non rinuncia anche a stralci di dialogo tra lui e i suoi musicisti alla fine di alcuni brani.

Forse per ricordare il lungo lavoro di rifinitura e artigianato che “La terra sotto i piedi” ha comportato e che valeva la pena di portare a termine.

Buon ascolto.

Alfonso Losanno

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