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BRUCE SPRINGSTEEN Western Stars

Bruce springsteen western stars

I lie awake in the middle of the night / making’ a list of things that i didn’t do right (traduzione letterale: mi sveglio nel cuore della notte / per fare un elenco di cose che non ho fatto bene)

(“Somewhere North of Nashville”)

Titolo: “Somewhere North of Nashville” – Atrista: BRUCE SPRINGSTEEN – Album: Western Stars

Bruce Springsteen e il suo nuovo album

Se per Bruce Springsteen ogni uscita discografica è un evento questo “Western Stars” ripagherà le attese e desideri dei suoi estimatori. Per tanti buoni motivi.

Il primo, certamente il più importante, è che siamo di fronte a uno dei migliori dischi della sua carriera.

Il “boss”, in barba ai suoi 70 anni, si è sentito in dovere di realizzare un disco solista di sorprendente bellezza. Che si richiama alle origini e all’influenza del pop californiano degli anni Sessanta e Settanta. Ma, al di là di un ritorno allo spirito della “sua” giovinezza, realizza un lavoro di una maturità oltre ogni possibile previsione.

Il suo diciannovesimo disco

Al suo diciannovesimo disco in studio Springsteen è in linea con la recente, splendida, catartica esperienza a Broadway.

Altro motivo per cui questo disco colpisce positivamente, è che traspare una delle peculiarità per cui Springsteen è conosciuto e apprezzato. Ovvero la carica evocativa delle sue canzoni (tanto da accostarlo ad altri storici «storyteller» americani come Woody GuthriePete Seeger e Bob Dylan).

In questo “Western Stars” si realizza in modo  quasi paradigmatico.

Con uno sguardo attento alle dinamiche sociali statunitensi le tredici tracce fanno risaltare le varie prese di posizione.

Non di un osservatore privilegiato. Ma di un artista che spende tutte le sue energie per farsi almeno delle domande se non di tentare di capire, i disagi e i mutamenti della realtà del suo paese.

Springsteen si serve del viaggio come pretesto per inserire una “narrazione” e far entrare in scena tanti personaggi.

Che sono di volta in volta metafore per esprimere il suo punto di vista su situazioni che vanno molto oltre la specificità della realtà e della cultura americana.

Western Stars

Infine “Western Stars” con la sua splendida copertina, un cavallo libero e felice in un classico panorama che più americano non si può,  mette insieme in modo magistrale un mix dove musica popolare e musica colta coabitano in perfetta armonia.

I woke to something you said/ That it’s better to have loved, yeah, it’s better to have loved

( mi sono svegliato per qualcosa che hai detto / che è meglio aver amato, sì, è meglio aver amato)

(“Moonlight Hotel”)
Titolo: “Moonlight Hotel” – Artista: BRUCE SPRINGSTEEN – Album: Western Stars

 A nessuno sfuggirà che Springsteen per la prima volta usa l’orchestra.

Praticamente in ogni brano c’è un sapiente uso di archi e di violini. Ma anche quello che potrebbe fargli rischiare di avvicinarsi a Burt Bacharach, alla fine non è che la trama del migliore pop d’autore che non va mai oltre le sue intenzioni.

Il corpus delle canzoni in scaletta è perfetto. Scandisce luoghi e personaggi in una sorta di Grande Romanzo Americano dove i brani presentano vicende che potrebbero somigliare a quelle di tutti noi. Perduti dietro un amore inconsolabile o alle prese con l’amarezza della solitudine.

Qui il musicista si prende sulle spalle la non facile impresa di voce narrante e la sua scrittura è “cinematografica” più che mai con testi  profondi e struggenti.

Springsteen canta le diverse facce dell’America

E anche quando mostra le diverse facce della sua America, i suoi aspetti più contraddittori, ambigui o maledetti, lo fa sfidando anche l’enfasi e la retorica.

E in un sussurro canta che quando tutti perdono, la sconfitta è di tutto un intero Paese.

Ma qui viene l’ultimo motivo di grande interesse di questo disco. Le canzoni (come quelle citate in esergo) sono sempre pervase da un messaggio di speranza, una fede incrollabile sulla possibilità, anche “politica” di  far sì che si avverino i desideri di tutti.

Un grande Bruce Springsteen.

Buon ascolto

Alfonso Losanno

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