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Contro la nefropatia diabetica scoperto un estratto naturale

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università Federico II di Napoli, in sinergia con lo Sbarro Health Research Organization di Philadelphia lo ha scoperto

Cos’è la nefropatia diabetica

La nefropatia diabetica è una malattia renale dovuta alla sclerosi glomerulare, causata da variazioni di tipo metaboliche ed emodinamiche del diabete mellito. Il numero di pazienti affetti da questa malattia è in un trend di crescita continuo in tutto il pianeta.

La ricerca

La buona notizia è arrivata da un gruppo di ricercatori di Napoli. Essi fanno riferimento al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università Federico II di Napoli. Con loro hanno collaborato dei colleghi americani dello Sbarro Health Research Organization (SHRO), dell’Università di Philadelphia.

Hanno scoperto che un estratto derivato e ottenuto dalle arance rosse e dai limoni, è un’arma efficace per la prevenzione dello sviluppo di questa malattia. L’estratto naturale è ricco di sostanze come la cianidina 3-glucoside e polifenoli. Così come affermato da Roberto Ciarcia, Professore Associato di Farmacologia e Tossicologia Veterinaria del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli studi Federico II di Napoli.

I risultati

Questo nuovo estratto potrebbe aprire nuove strade per prevenire i danni al rene causati dal diabete mellito di tipo II. Il gruppo di lavoro condotto da Ciarcia, infatti, è riuscito a dimostrare  l’efficacia di questo estratto naturale, andando ad indagare l’effetto protettivo direttamente sui tubuli renali. Lo studio dimostra, quindi, che è possibile ridurre e limitare il danno renale. Condizione questa che può condurre ad una insufficienza renale e quindi alla possibile dialisi.

L’auspicio, quindi, da parte dei ricercatori napoletani, è che questo nuovo composto possa essere inserito nella terapia della nefropatia diabetica. Apportando, così, un utile contributo alla riduzione della crescita della nefropatia diabetica. E, altresì, apportare  una migliore  qualità della vita dei pazienti affetti da diabete mellito di tipo II.

I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista “Journal of Cellular Phisiology”.

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