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La dieta funziona quando è personalizzata

La dieta che funziona

Per perdere peso non ci si può affidare ad un programma dimagrante generico adatto a chiunque.

Da una statistica emerge chiaro che la stragrande maggioranza delle diete fallisce.

Uno dei motivi principali è che la quasi totalità delle diete, anche quelle elaborate da un professionista, hanno un programma dimagrante generico, valido per tutti. 

Ma non è quello che pensa la psico-nutrizione secondo cui si possono identificare diversi profili psicologici, a cui assegnare una dieta specifica e personalizzata.

Perché, quindi, la maggior parte delle diete falliscono?

La risposta ce la fornisce la psicologa Paola Medde, coordinatrice del gruppo di lavoro di Psicologia e Alimentazione presso l’ordine degli Psicologi del Lazio:

“La dieta ci costringe a mangiare alcuni cibi in determinate quantità, spesso molto diverse da quelle alle quali eravamo abituati. All’inizio siamo motivati e desiderosi di raggiungere il peso agognato, proviamo una sensazione di euforia nelle prime settimane ma poi tutto cambia. Se non riusciamo ad andare avanti, a resistere alle tentazioni del cibo, anche quando perdiamo peso e riusciamo ad avere un miglioramento sul nostro stato di salute, ecco che sopraggiunge un altro nemico: la depressione”.

Paola Medde

Molto dipende dalle emozioni

In questo caso non ci si riferisce alla depressione patologica ma ad una perdita di entusiasmo e di sfiducia che nasce dal fatto che non perdiamo peso rapidamente.

A questo punto subentra apatia, oltre che rinuncia agli appuntamenti conviviali e amicali per evitare di cadere nella tentazione di mangiare.

Aumenta, quindi, il senso di impotenza, per non essere in grado di seguire la dieta fino in fondo, o perché abbiamo approfittato a mangiare ciò a cui avremmo dovuto rinunciare.

“Queste emozioni negative ostacolano la nostra adesione alla dieta ed è allora che ritorniamo alle vecchie abitudini, spesso mangiando molto di più e molto peggio di prima perché, dopo aver desiderato per settimane il piatto di pasta alla carbonara o il nostro dolce preferito, non vediamo l’ora di poterlo mangiare di nuovo, e stavolta senza limitazioni”.

Paola Medde

Ed è così che ricominciamo a mettere su chili. È quello che gli esperti chiamano “sindrome dello yo-yo”: perdere peso per poi riprenderlo.

Qual’è la dieta giusta da seguire?

La prima indicazione è che non si possono seguire diete fotocopia, che possano essere applicate a tutti.

Bisogna seguire un metodo che si basi sui diversi profili psicologici di ognuno, come ci spiega Tiziana Stallone, nutrizionista, docente a contratto in Scienza della Nutrizione Umana all’università di Tor Vergata e autrice del libro La dieta persona.

“E’ impensabile ed in generale è anche difficile proporre una dieta formalmente perfetta, da manuale, un’alimentazione strutturata ad esempio su cinque pasti, e nessuna deroga, senza possibilità di vivere la convivialità. Per alcuni rinunciare a un pezzo di cioccolato è insopportabile e c’è chi ha bisogno soltanto di un bicchiere di vino al giorno per sentirsi appagato”.

Tiziana Stallone

La dieta deve essere uno stile di vita.

Difatti essa non va seguita solo per un breve periodo, ma dovrebbe accompagnarci nella vita di tutti i giorni altrimenti i chili persi tornano:

“La dieta non deve essere presa sulle riviste di moda o su una fotocopia anonima, ma è un continuo contratto, che deve adattarsi alle diverse necessità delle persone, come un vestito che cambia a seconda delle occasioni e delle situazioni”.

Andrea Ghiselli, presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione

“La dieta deve accompagnarci per tutta la vita, seguirci in ogni momento, in ogni boccone che mandiamo giù, in ogni scelta che facciamo”.

Andrea Ghiselli, presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione

Quindi, bisogna essere più consapevoli di quanto e cosa mangiamo durante la giornata. Inoltre non bisogna trascurare assolutamente l’attività fisica.

Serve lo psicologo?

È proprio in considerazione del fatto che sono tantissimi coloro che abbandonano il percorso di una dieta , che interviene lo psicologo, aiutando le persone ad aderire al regime alimentare prescritto, sostenendoli nelle difficoltà e insegnando delle tecniche utili a gestire i problemi che si presenteranno.

“Se mangiamo per confortarci, per ridurre lo stress o per trovare sollievo alla noia, alla rabbia, alla solitudine è evidente che non riusciremo a seguire il regime alimentare prescritto dal nutrizionista – spiega la psicologa – in questi casi, se si vuole avere successo, dobbiamo chiedere aiuto allo psicologo”.

Andrea Ghiselli, presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione

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