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Colesterolo alto e alimentazione

Colesterolo alto e alimentazione

L’ipercolesterolemia è sempre più frequente nella nostra popolazione, con ripercussioni negative sul sistema cardiovascolare.

Si parla sempre più spesso, anche tra amici, di colesterolo alto. Ma non tutti sanno cos’è esattamente e soprattutto cosa fare per mantenerlo nei limiti consentiti.

Eppure la ipercolesterolemia (colesterolo alto) è una vera e propria patologia che può portare a conseguenze gravi per la salute.

Sia l’Istituto Superiore di Sanità che le varie associazioni dei medici, a partire dall’ANMCO (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) segnalano come i casi di ipercolesterolemia sono aumentati, passando negli ultimi venti anni dal 24% al 38%.

Maggiori indiziati sono il fumo, la cattiva alimentazione, il sovrappeso ed uno stile di vita sedentario.

Funzioni del colesterolo

Il colesterolo è una sostanza grassa, prodotto fondamentalmente dal fegato ed in minima parte introdotto con gli alimenti.

  • Il colesterolo entra nei processi digestivi, in quanto sostanza base per la sintesi dei sali biliari.
  • Partecipa alla sintesi di Vitamina D, necessaria per il mantenimento della salute delle ossa.
  • Favorisce la formazione delle pareti cellulari, in special modo di quelle nervose
  • Infine è il precursore di sostanze necessarie alla vita, come il cortisone e gli ormoni sessuali (estrogeni e testosterone).

Colesterolo totale e le differenze tra quello buono e cattivo

Siamo soliti sentirci dire che esiste un “colesterolo buono” ed un “colesterolo cattivo”, come se ne esistessero due qualità differenti. In realtà ciò che cambia sono le lipoproteine che lo trasportano nel sangue.

Pertanto quando il colesterolo si lega alle lipoproteine HDL (high density lipoprotein), parliamo di “colesterolo buono”. Quando, invece, si lega alle lipoproteine LDL (low density lipoprotein) parliamo di “colesterolo cattivo”.

Ma perché questa distinzione? Perché il “colesterolo cattivo” durante il suo tragitto nel sangue, tende a depositarsi sulle pareti delle arterie, formando delle placche aterosclerotiche, che limitano o addirittura impediscono il passaggio del sangue.

Invece, il “colesterolo buono” svolge il ruolo di “spazzino” delle arterie, rimuovendo il “colesterolo cattivo”, riportandolo al fegato, e così il sangue può tornare a scorrere nei vasi riaperti.

Quali sono i valori da non superare

La Società Europea di Cardiologia indica quali valori da non superare quelli compresi tra i 70 e i 100 mg per quanto riguarda il colesterolo LDL.

Mentre il valore minimo che bisogna avere di colesterolo HDL è di 40 mg.

I valori del colesterolo totale, e che non devono essere superati, quindi, dovrebbero essere tra i 120mg/dl e i 220 mg/dl.

Quali sono i fattori di rischio e le patologie conseguenti

Tra i fattori più importanti che possono contribuire ad un aumento dei valori di colesterolo nel sangue vi sono il sovrappeso, la sedentarietà, il fumo, la cattiva alimentazione, la presenza di altre patologie quali il diabete e l’ipertensione.

Il fumo, per esempio, non solo abbassa i livelli di colesterolo buono, ma tende anche a danneggiare le pareti delle arterie, favorendo l’accumulo di grasso.

Esiste anche la predisposizione genetica e familiare che favorisce l’aumento del colesterolo, pertanto coloro che hanno dei familiari con ipercolesterolemia, è necessario che effettuino esami di controllo.

Poiché il colesterolo in eccesso va a depositarsi sulle arterie, ostruendole, le conseguenze sono di tipo cardiovascolare con la possibilità che si verifichino: angina pectoris, infarto e ictus.

Combattere il colesterolo a tavola e con l’attività fisica

Fondamentale per una strategia più ampia per abbassare i livelli di colesterolo cattivo è l’attività fisica, che consente di eliminare un eventuale sovrappeso.

Scegliere le attività di tipo aerobico, quali le lunghe passeggiate. Accanto a ciò deve esserci una dieta equilibrata per lo più rivolta a prediligere la dieta mediterranea.

Alimentazione e cibi da prediligere per il colesterolo alto

CIBI DA PREFERIRE

  • Carboidrati, che dovrebbero rappresentare circa la metà dell’apporto totale di calorie.
  • Cereali e Legumi da mangiare dalle 2 alle 4 volte a settimane. Per quanto riguarda i cereali, è preferibile scegliere l’avena, perché contiene il beta-glucano, che ha la proprietà di assorbire il colesterolo cattivo e di espellerlo.
  • Ortaggi e frutta da mangiare tutti i giorni, in quanto apportano una quantità ideale di vitamine, antiossidanti e fibra.
  • Olio extravergine di oliva in quanto grazie alla presenza di grassi insaturi ha la proprietà di ridurre i livelli di colesterolo LDL. Altrettanto si può dire delle noci, nocciole e arachidi, pesci come salmone, acciughe, alici, tonno.

CIBI DA EVITARE

  • La carne rossa e gli insaccati sono i maggiori responsabili di un aumento di colesterolo nel sangue, in quanto sono cibi ad alto contenuto di acidi grassi saturi. Limitarne il consumo ad una volta a settimana.
  • Formaggi molto grassi, preferendo quelli magri come la ricotta. Limitare il consumo di latticini.
  • Assolutamente da eliminare i cosiddetti cibi light che sostituiscono la margarina al burro o quelli che sono ricchi di grassi idrogenati.
  • Ridurre il consumo di biscotti, crackers, merendine, patatine.
  • No alle bevande alcoliche e ai zuccheri semplici presenti nelle varie bibite zuccherate.

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