OKSalute.it
Alimentazione Alimentazione e Sport Diete Vitamine

Da sempre una controversia aperta : alimentazione vegetariana oppure onnivora?

Alimentazione vegetariana o onnivora?

Un dibattito aperto ormai da moltissimo tempo. Anni in cui si assiste ad una vera e propria battaglia tra categorie.

In questi ultimi decenni si sente sempre più parlare di persone che si convertono al veganesimo o diventano vegetariani, sovvertendo tutte le loro convinzioni che fino ad allora si erano radicate nel consumo delle proteine animali.

Come mai tantissime persone stravolgono la loro disciplina alimentare ,decidendo di passare al vegetarianismo?

Questo è il vero quesito che dovremmo porci in quanto tali tipologie di nutrizione esistono da moltissimi decenni e se ne sente parlare maggiormente ora con l’avvento delle scienze che sovente focalizzano l’attenzione nel dimostrare i rischi di un consumo di alimenti di origine animale.

Ma il problema non risiede nel fatto in sé di consumare le carni o le uova, quanto negli abusi protratti nel tempo del consumo dei suddetti alimenti.

Che le proteine animali siano più ricche di grassi saturi è assodato , ma tutto risiede nel consumo smodato di qualsiasi cosa.

Analizzare quindi le motivazioni che spingono una persona da sempre abituata a mangiare proteine nobili a consumare improvvisamente solo cereali e vegetali, è la vera sfida.

Rintracciare le nuove convinzioni che portano un individuo a cambiare in maniera radicale un aspetto davvero rilevante della propria vita come la propria alimentazione.

Ciò di cui ci nutriamo in un certo senso ci rappresenta. Esprime ciò che siamo , traduce i nostri gusti ed anche le nostre fissazioni che spesso vorremmo celare allo sguardo curioso altrui.

Cambiare un’alimentazione alle volte, che sia per una esigenza particolare o per perdere peso , è un procedimento che si insinua in una zona di comfort in cui il soggetto si sente al sicuro.

Una zona off limits dove si crea la dimensione della rilassatezza e da dove si allontano le tensioni quotidiane che derivano dall’ambiente esterno. Stravolgere un tale equilibrio dunque non è facile.

Come del resto non lo è abituarsi a dei sapori del tutto nuovi ed inusuali come quelli vegetali ,anche se è il frutto di una scelta ben ponderata, analizzando i pro e i contro.

Di qui tutti gli studi possibili e immaginabili che hanno come intento quello di dimostrare la validità in termini nutrizionali delle proteine vegetali, sottolineando il loro valore biologico e come sia possibile paragonarle a quelle animali in termini di mantenimento dei stessi parametri di forza.

Prendiamo a confronto due alimenti che possono rappresentare le rispettive cucine, vegane e onnivore: il seitan e la carne di manzo.

Pensare di SOSTITUIRE col seitan il valore biologico di una fetta di carne di manzo è pressoché impensabile in quanto le sue carenze sono incisive per un individuo :

  • Manca di lisina. Un amminoacido essenziale per fissare il calcio nelle ossa un particolare non da poco se si considera che tale minerale è responsabile dell’aumento o diminuzione della densità dell’osso , preservandoci dall’insorgere dell’osteoporosi . La lisina permette la formazione del collagene e della cisteina (importante per la salute dei capelli) .
  • Carenza di ferro. Una carenza non salutare sopratutto per donne in età fertile e che devono quindi sopperire ala perdita di tale elemento durante il ciclo mestruale. Problema quello dell’anemia ben più grave se poi si tratta di una donna in gravidanza, dove la richiesta di ferro aumenta.
  • Mancanza di vitamina B12 , essenziale per la formazione dei globuli rossi.
Seitan oppure Carne
Hamburger di Seitan: Il seitan è un impasto, altamente proteico, ricavato dal glutine del grano di tipo tenero o farro o khorasan.

Ovviamente non si tratta di demonizzare un alimento ma semplicemente spiegare perché non è bene consumarlo ritenendo che abbia lo stesso impatto di una fetta di carne sul nostro organismo.

Se invece mettiamo a confronto i tempi di digestione ovviamente saranno diversi anche quelli e certamente influiranno ,ad esempio, sulle performance di un atleta.

È ovvio che consumare una bistecca di manzo ( la cui digestione necessita di tre ore di tempo prima di arrivare all’intestino tenue) come pasto pre gara non sia particolarmente intelligente.

Sarebbe più opportuno senza alcun dubbio consumare carboidrati specialmente per il valore energetico che hanno , atto a ottimizzare lo sforzo durante la performance.

Pertanto escludere tutte le possibili varianti da una alimentazione risulta controproducente, ci vorrebbe un approccio intermedio che consideri molte tipologie di cibi a seconda dell’utilizzo da farne nel contesto di una giornata tipo.

Ad esempio, nel caso di un Atleta , occorre valutare :

In primis il modello di prestazione , l’orario di allenamento, la durata delle sessioni di training, sonno e veglia, gli orari dei pasti , la programmazione settimanale tra work out e recupero, il planning competizioni.

Tutti stati in cui il fisico dell’atleta stesso cambia di continuo ed in cui anche il tasso di stress può influire sull’approccio nutrizionale.

Se il soggetto decide di coricarsi presto , non andremo a caricare di proteine animali il pasto serale, quanto più prediligeremo alimenti la cui tempistica di digestione è breve.

Un carico proteico elevato lo potremo scegliere nel post work out , adempiendo alla funzione anabolica di tali macronutrienti.

Occorre considerare inoltre le patologie intestinali eventuali dell’individuo, che spesso non vanno in sinergia con una dieta che privilegia esclusivamente una sola fonte di alimenti.

La sindrome del colon irritabile ne è un esempio. Una patologia che deriva da moltissimi fattori quali l’emotività, lo stress, intolleranze, utilizzo cronico di farmaci.

Essa impone , dopo una accurata diagnosi , un controllato regime alimentare dove non ci siano grosse quantità di grassi saturi (come nella carne).

Le ragioni che oggi portano ad un cambiamento drastico dei regimi dietetici dovrebbero essere più coscienziose e non solo dedite ad una moda in quanto l’informazione oggi è accessibile a tutti.

Dobbiamo saperne accettare e riconoscere i rischi e gli apporti benefici. il tutto senza imporlo agli altri o farli sentire giudicati se i pareri non coincidono.

Nutrirsi deve essere un piacere nel condividere pensieri ed opinioni diverse, proprio come l’incontro fra due culture.

Agnese Donati

Post correlati

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE